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Vecchio Ammazzadraghi

Chi ha giocato a Dark Souls 1, riconoscerà sicuramente questo boss, e lo ricorderà per lo scontro in coppia con Smough. Ebbene sì, trattasi di Ornstein, l’Ammazzadraghi, ma a differenza del primo capitolo di Dark Souls, anziché avere i poteri del fulmine, stavolta ci attaccherà con magie d’oscurità. Ciò ci induce a pensare che sia stato riportato in vita con riti oscuri o incantesimi sconosciuti, restando quindi fedeli alla linea temporale Dark Souls 1 – Dark Souls 2.

Questo scontro può creare qualche difficoltà, data la rapidità dell’Ammazzadraghi, ma con delle schivate al momento giusto si possono evitare i suoi fendenti con la lancia e le scariche di oscurità che ci lancerà contro. L’unico attacco al quale bisogna prestare attenzione, è il suo attacco magico d’oscurità: quando inizia a caricare la potenza dell’oscurità, bisognerà allontanarsi perché l’Ammazzadraghi farà un salto e scaricherà a terra un’onda d’urto di oscurità che può raggiungervi anche a distanza; fortunatamente non usa spesso questo attacco.

Le tecniche di approccio consigliate sono 2: aggirarlo alla sua sinistra (dove non impugna la lancia), schivare un suo colpo e colpirlo appena possibile, oppure infliggergli lo status di avvelenamento con frecce avvelenate, coltelli da lancio avvelenati o con la piromanzia Nebbia Tossica. Le magie gli fanno un discreto danno, ma non ha particolari debolezze elementali.

Se si necessita un sostegno, è possibile evocare Glencourt il Senza Padrone dalla piattaforma prima dello scontro con il Cavaliere dei Draghi.

Il Vecchio Ammazzadraghi, oltre a ricompensare la vittoria con l’Anima del Vecchio Ammazzadraghi e con l’Anello del Leone, libererà la strada per il falò della Cattedrale del Blu, dalla quale si può accedere al Patto delle Sentinelle del Blu.


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